Internet Better Communication: il mio intervento al ToscanaLab 2010

Martedi 29 giugno 2009 ho partecipato al panel “Internet Better Communication” diretto da Stefano Vitta in occasione del “ToscanaLab 2010” presso la Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze.

Ho condiviso il panel con Giorgio Soffiato, Antonella Sannella, Giuseppe Segreto, Fabrizio Paschina, Alexander Levy, Giovanni Puliti, Massimo Cortinovis e Jacopo Pasquini. Come ho già detto il panel era condotto da Stefano Vitta.

Tre storie in 10 minuti

Il mio contributo al panel è avvenuto attraverso la narrazione di tre storie che sintetizzano molto bene il mio pensiero in fatto di Internet Marketing.
Attraverso alcune linee guida ho spiegato perché ritengo totalmente inutile concentrarsi su modelli condivisi, su esperienze consolidate e su strumenti di comunicazione nuovi attraverso dinamiche tradizionali.

La prima storia: Gary Vaynerchuk.


Gary Vaynerchuk nacque in Bielorussia e venne trapiantato negli USA insieme alla sua famiglia ancora bambino. Fin da piccolo dimostrò un’innata capacità nella compravendita di figurine di giocatori di baseball al punto da riuscire a guadagnare anche mille dollari a settimana.

Questa capacità si rivelò estremamente utile quando prese in mano il negozio di vini della sua famiglia. Ben presto si rese conto che la mente dei collezionisti di vini è fatta esattamente come quella dei collezionisti di figurine.Nel febbraio del 2006, Gary ha lanciato WineLibrary.TV, un videoblog quotidiano sui vini.

Gary pubblica un video al giorno della durata di circa 30 minuti, inserendo dei segnalibri nel video in corrispondenza dei punti salienti. Questo permette ai visitatori di poter muoversi in modo non lineare nel video e di poter cercare i contenuti che preferiscono. Nonostante la grande abilità di Gary di fronte alla videocamera i video non sono particolarmente curati nel lato tecnico, solo ultimamente si è passati alla qualità HD ed onor del vero, i primi video erano davvero brutti.

Nonostante questo i video di WineLibrary.TV sono visti da circa 90 mila utenti al giorno e hanno portato il fatturato di Gary da 4 a 60 milioni di dollari all’anno.

Gary V. ha dimostrato come siano i contenuti a fare la differenza. Vengono offerte informazioni in abbondanza, un sistema molto intelligente per tenere le persone incollate al video (fruizione non lineare) e un contatto diretto con l’autore, dato che Gary V. risponde personalmente ad ogni email.

La seconda storia: Tom Dickson


BlendTech è una società americana che produce frullatori. Quando il capo del Marketing chiese ai tecnici del laboratorio il motivo per il quale ci fosse della segatura sul pavimento ebbe un’idea geniale. I tecnici spiegarono che la segatura era il risultato dei test di qualità dei frullatori, i quali venivano messi a dura prova macinando pezzi di legno.

Con meno di 50 dollari furono prodotti i primi video mettendo il fondatore di BlendTech, Tom Dickson, direttamente in prima linea. Nei primi video venivano frullati pezzi di ghiaccio, palline da golf, fiammiferi, intere lattine di Coca-Cola.

Il successo è stato strepitoso e il jingle “Will it blend?” è diventato uno dei successi più clamorosi di youtube.

Secondo alcune voci non ufficiali il volume di vendita di BlendTech è moltiplicato di 5 volte negli ultimi tre anni e i circa novanta video pubblicati hanno raggiunto quasi centoventi milioni di viste totali.

La ricetta di BlendTech è semplice: far divertire e stupire gli utenti attraverso una caratteristica tipica del proprio prodotto. Il proprio valore trasformato in intrattenimento.

La terza storia: la vostra storia

La terza storia in effetti non è ancora possibile raccontarla perché ancora non è avvenuta. La terza storia del mio intervento è la vostra storia. Quando pensate a Internet come canale per il vostro marketing, come lo vedete? Perché se continuate a vederlo come un luogo in cui agire in modo scalabile, tradizionale e consolidato, non aspettatevi che le cose siano molto facili.

E’ vero che i due esempi precedenti funzionano perché sono rispettivamente Gary V, il venditore di vino più famoso della rete e Tom Dickson, il simpatico frullatutto americano. Ma prima di diventare questi due personaggi, non erano per niente famosi e sono passati all’onore delle cronache solo grazie al loro modo di fare le cose.

Cosa sarebbe successo se le loro attività online non avessero funzionato? beh, non sarebbero loro, oppure si sarebbero inventati qualcos’altro. Il punto è tutto qui. Provare, sbagliare, imparare, migliorare. Fino a quando le cose non funzionano.

Test and Learn

Prendiamo Amazon, per esempio. E’ senza dubbio uno dei business più importanti della rete e non è strettamente legato alle capacità espressive di un solo protagonista come le storie precedenti. Allora qual è il segreto di Amazon?

Uno dei punti di forza di Amazon è fare tentativi ed imparare da ognuno di essi. Su alcuni insiemi di utenti vengono fatti dei test, per esempio spostando la posizione degli elementi nella pagine, oppure i loro colori. Questi test avvengono di continuo e sono alla base dell’evoluzione del loro business online.

Un altro esempio di test and learn è il caso di Ebay. In origine Ebay aveva lo sfondo del sito colorato di giallo. Adesso è bianco. Quando Ebay decise di passare dal giallo al bianco, cambiò colore improvvisamente e ricevette migliaia di email da parte degli utenti disorientati dal cambiamento (gli utenti sono sempre la parte più conservatrice della rete. Ricordate le critiche al cambio di grafica di FriendFeed?)

Ebay corse ai ripari ripristinando il giallo immediatamente e impostando il cambiamento di colore in modo graduale nel tempo. Ogni giorno il giallo sbiadiva sempre di più fino a diventare bianco nel giro di alcune settimane, per la gioia degli utenti. Questo per dimostrare come ci si debba slegare dalle pratiche consolidate per sperimentare nuove possibilità, sbagliando a volte ed imparando sempre.


Grazie a @stefanobernardi per avermi segnalato la foto

Per cui, per concludere, il mio consiglio è: fate dei tentativi, continuamente e in modo strutturato. Imparate da ogni errore e non abbiate paura di sbagliare. Non è importante quanto rovinosa è la caduta, è importante cosa avete imparato cadendo e quanto velocemente riuscite a rimettervi in piedi.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s